Invito alla MANIFESTAZIONE PER LA VITA, Roma 25 maggio 2024

1 Feb, 2024

Lavoriamo ogni giorno – e questa Manifestazione ha il valore di un solenne impegno pubblico – per difendere e soccorrere chiunque vede violato il proprio diritto alla vita

Portando ancora nel cuore e negli occhi la grande e gioiosa testimonianza di famiglie, mamme, papà, nonni, ragazzi e bambini che hanno camminato festosi per le vie di Roma nel 2022 e 2023, siamo felici di poter lanciare il prossimo appuntamento della MANIFESTAZIONE PER LA VITA, Sabato 25 maggio, a Roma.

Vogliamo manifestare pubblicamente, con gioia, la bellezza e la dignità di ogni vita umana, in qualsiasi condizione, con un’attenzione speciale alle vite più fragili e vulnerabili, troppo spesso vittime della “cultura dello scarto”, che spinge a rinunciare alla accoglienza e difesa della vita quando è segnata dalla malattia, dalla sofferenza, dalla disabilità, o quando una nuova vita giunge inaspettata e “non entra nei nostri piani”. Il tempo che viviamo è contrassegnato da una profonda crisi di speranza verso il futuro, che si traduce, dolorosamente, in perdita di senso della vita.

Rifiutando la logica aberrante del calcolo economico, utilitaristico ed efficientista, che guarda alle persone come numeri, scartando gli “imperfetti”, gli “improduttivi”, gli “inabili”, gli “scomodi” – in una parola, gli “sconvenienti” – vogliamo testimoniare che non solo è moralmente doveroso, ma è anche vantaggioso scommettere sulla vita e tornare a sognare, mettendo al mondo figli, custodendo i più fragili, prendendosi cura degli ultimi, sostenendoli e proteggendoli, ponendoli sempre in condizione di amare ed essere amati, cogliendo il grande valore del loro contributo, unico ed irripetibile, alla crescita umana e civile della società in cui viviamo.

La “civiltà dell’amore” è la proposta che vogliamo lanciare a chiunque, con questa Manifestazione per la Vita: “Per non agonizzare, per non spegnersi nell’egoismo sfrenato, nell’insensibilità cieca al dolore degli altri. Fratelli e sorelle, costruite senza stancarvi mai questa civiltà! E’ la consegna che oggi vi lascio. Lavorate per questo, soffrite per questo!” (San Giovanni Paolo II, 29.08.1982).

Una società è davvero umana e civile quando si prende concretamente cura dei suoi membri più fragili, piccoli e indifesi, poveri, vulnerabili, vittime di guerre, di calamità naturali ed ingiustizie sociali.
Nei nostri cuori, portiamo una domanda struggente: come è possibile accettare come fosse un evento “normale”, ineluttabile, l’uccisione della più innocente e debole delle creature, il bimbo nel grembo materno, sostenendo l’aborto come un diritto civile e abbandonando, di fatto, le mamme e i papà in una tragica solitudine?

Non possiamo dimenticare, infatti, che accanto alle vittime delle guerre e alle vittime delle tratte umane, agli adulti fragili, malati o disabili, accanto a tutti i feriti, non possiamo dimenticare i bambini non nati, uccisi nel grembo materno, con l’inganno più feroce del nostro secolo: l’aborto.

L’umana ragione e la coscienza naturale non possono tacere o rimanere indifferenti di fronte ad un doloroso evento che è costato, nel nostro Paese, più di sei milioni di bimbi cui è stato negato il diritto alla vita e molti milioni di genitori, mamme e papà, cui è stata negata la possibilità di percorrere una via alternativa, garantendo loro mezzi concreti per poter accogliere la nuova vita. Denunciamo con forza l’atroce inganno della “cultura della morte” che pone una mamma e il suo bimbo fra loro in conflitto, in lotta per la sopravvivenza, come se si dovesse per forza scegliere fra la vita dell’uno o dell’altra, tra la libertà dell’uno o dell’altra, tra il diritto alla vita dell’uno o dell’altra. L’aborto è sempre e per tutti, singoli e comunità, una sconfitta umana e sociale.

In Italia la legge che norma l’aborto è la famigerata 194. Non siamo ingenui, sappiamo che non possiamo ottenere tutto e subito, che ci vuole pazienza e prudenza, saggezza e lungimiranza, ma sappiamo anche che la stella polare che indica il cammino non può che essere una: non possiamo e non vogliamo rassegnarci ad una legge integralmente iniqua, che permette l’abbandono delle donne, che indichi i nostri figli come problema da eliminare, che finga che il concepito non sia uno di noi, all’inizio di questo meraviglioso e stupendo viaggio che è la vita. Non possiamo e non vogliamo rassegnarci ad una legge che concede di uccidere un figlio: lavoreremo instancabilmente fino a quando L’età, la grandezza, il luogo in cui ci si trova, nessuna condizione sarà più motivo di discriminazione.
Non possiamo accettare che determinino il valore di un essere umano.

Condanniamo fermamente la compravendita dei gameti e il mercato dei bambini di quella vergognosa pratica barbara che é l’utero in affitto: perché nessuna donna si veda costretta da un contratto a vendere il figlio, e nessun bambino sia oggetto di compravendita.

Le donne non si sfruttano, i bambini non si vendono e non si regalano.

Lavoriamo ogni giorno – e questa Manifestazione ha il valore di un solenne impegno pubblico – per difendere e soccorrere chiunque vede violato il proprio diritto alla vita e per promuovere scelte sociali, politiche e legislative, che pongano al centro il diritto alla vita, dal concepimento alla morte naturale, di chiunque, senza discriminazioni e senza che nessuno sia considerato o trattato come uno scarto privo di valore, dal bimbo nel seno materno all’anziano malato, irrimediabilmente disabile.

APPUNTAMENTO PER TUTTI – bambini, ragazzi, giovani, adulti, anziani, famiglie, associazioni, movimenti, comunità – MANIFESTAZIONE PER LA VITA, Roma 25 maggio 2024
Maria Rachele Ruiu e Massimo Gandolfini

«Fino a quando l’aborto sarà praticato e proclamato come un diritto, il mondo non avrà mai né giustizia né pace. (Madre Teresa di Calcutta)»

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